RIFLESSOTERAPIA AL PIEDE

15089800

Riflessoterapia al piede secondo il metodo Hanne Marquardt

La RTP è una “pratica sanitaria non convenzionale” con funzioni complementari riordinanti sia sul piano fisico che su quello psico-emozionale.

Può essere utilizzata sia come supporto diagnostico precoce (per Medici) che come metodo di cura e pronto soccorso.

I piedi vengono considerati come un “microsistema”, che può essere trattato in maniera individuale e nel quale è riflessa l’intera persona.

Con prese manuali precise e localizzate, si possono rilevare le condizioni dell’ intero organismo ed intervenire per riordinare e armonizzare i processi energetici turbati. Si cura dunque, oltre il sintomo, anche il retro fondo causale della malattia.

La pratica del Metodo Marquardt si distingue da altre tecniche di massaggio zonale per il livello di professionalità richiesto; la specializzazione è dunque subordinata al possesso di un’ abilitazione nell’ ambito medico e paramedico.

L’ importanza e l’ interesse che tale metodica ha suscitato e continua a suscitare anche in ambienti cosiddetti “ufficiali” è sottolineata dai numerosi studi condotti con ottimi risultati nell’ ambito di cliniche universitarie in Germania, Austria, Spagna, etc. In Svizzera la Cassa Mutua ha concesso la convenzione per trattamenti di rifessoterapia esclusivamente con professionisti istruiti dalla Scuola Hanne Marquardt.

Ambiti d’applicazione

DA DECENNI LA RIFLESSOLOGIA PLANTARE È UNA TERAPIA DI EFFICACIA COMPROVATA SPECIALMENTE NEI SEGUENTI CASI:

  • dolori acuti e cronici alla colonna vertebrale, articolazioni, muscolatura e in caso di infortuni sportivi
  • patologie dell’apparato digerente, vie urinarie, apparato respiratorio e cute
  • emicrania e altre tipologie di cefalea
  • problemi mestruali e altri disturbi ormonali (p. es. menopausa, endometriosi, desiderio di gravidanza, disturbi della tiroide)
  • spossatezza, inquietudine
  • disturbi del sonno
  • assistenza di mamma e bimbo durante la gravidanza, parto e post-parto
  • preparazione a interventi chirurgici e assistenza post-operatoria
  • terapia completa per malati cronici (p. es. disturbi reumatici, pressione alta, edema, sclerosi multipla, allergie, asma, tumore)
  • trattamenti di bambini affetti da infreddature, problemi digestivi, enuresi notturna, incontinenza, iperattività)
  • trattamento acuto in caso di mal di denti, mal d’orecchie, nevralgie, colpo di frusta, sciatalgia, infortuni sportivi
  • trattamento naturale: anche le vecchie cicatrici possono essere dolorose e interrompere il flusso energetico nei meridiani
  • trattamento di edemi (accumuli idrici nei tessuti), dopo operazioni che ostacolano il flusso linfatico, in caso di disturbi del flusso latteo durante l’allattamento

Storia della Riflessoterapia al piede

L’ uso della stimolazione di punti situati sul piede a fine terapeutico è conosciuto da molto tempo e in molte diverse culture, ma è con l’ inizio dello studio dei riflessi e con l’identificazione di un ordine spaziale costante che nasce una tecnica in grado di rendere certo l’obbiettivo e di consentirne la valutazione degli effetti.

La prima fase è antichissima; l’ agopuntura pone numerosi punti importanti sulle estremità, ritrovamenti di archeologia egizia testimoniano l’uso di tali stimolazioni da parte del medico faraonico, ma se ne trovano anche nella cultura medica popolare antica delle nostre aree geografiche.

Le stesse pratiche che ispirarono la teoria zonale all’ otorinolaringoiatra statunitense.

William Fitzgerald (1872-1942),

appartengono alla antica cultura medica di tribù dell’America centrale e settentrionale.

Proprio a William Fitzgerald si deve l’ inizio della seconda fase. Anni di studio lo portarono a confermare l’osservazione che uno stimolo cutaneo produceva effetti a distanti e che tali effetti erano riproducibili e ripetibili almeno empiricamente. Si racconta che utilizzò molto queste conoscenze nell’analgesia e nel dolore post operatorio. Utilizzò molto le articolazioni delle mani e dei piedi stimolandole mediante massaggio o applicando appositi strumenti con azione compressiva sui polpastrelli.

Una figura fondamentale per lo sviluppo della attuale riflessologia plantare fu

Eunice Ingham (1888-1974)

massaggiatrice americana che partendo dagli studi di Fitzgerald giunse alla collocazione di tutto il corpo nei soli piedi. Importanti per la diffusione al pubblico furono i suoi due libri “Stories the feet can tell” (Storie che i piedi possono raccontare) e “Stories the feet have
told” (Storie che i piedi hanno raccontato). 
A lei dobbiamo la base concettuale delle attuali mappe che, con tutti i limiti del caso, hanno contribuito alla diffusione della riflessologia plantare.

Alcuni anni dopo

Hanne Marquardt

completò il lavoro di E. Ingham aggiungendo le linee orizzontali e, previo averla ridefinita riflessoterapia plantare, la introdusse nel campo sanitario dove riuscì ad ottenere ampi consensi. Il lavoro di Hanne Marquardt ha dato particolarmente risultati, grazie alla sua apertura verso tutte tecniche di avanguardia scientifica e olistica, rendendo la riflessologia al piede aggiornata agli ultimi sviluppi terapeutici internazionali.